martedì 31 gennaio 2017

Il tuo sorriso



M’innamorai di te
quando , incontrandomi,
schiudesti le labbra
per un sorriso.
Ora,  che  anni son passati,
non scorgo rughe o affanni,
ma solo quel sorriso
che mi vestì  d’amore.

Nuccia Isgrò.

lunedì 30 gennaio 2017

A volte

A volte una domanda mi pongo
l'amore ha limiti?
Mi guardo attorno
scruto volti ,
osservo atteggiamenti,
ascolto parole
spesso d'emozioni vuote
colme pero' del nulla.
Mi meraviglio dinanzi
alle altrui sicurezze.
Spaesata mi sento aliena...
Mi rifugio allora nel mio vissuto,
strada disseminata
d'errori inconsapevoli
ma insaporita sempre d'umanita.
E m'assolvo ,
in nome dell'amore vivo.

mercoledì 18 gennaio 2017

La meta.





Spesso in inutili grovigli
La mente s’attorciglia
sulla meta della vita.
Ci penso e ci ripenso,
m’arrovello in una colta risposta.
Del passato valuto azioni,
rimugino vendette,
accarezzando passioni.
Sul presente non pronuncio giudizi,
da vivere sono ancora gli infiniti attimi.
nel futuro solo speranze…
Inutile, della mia meta non ho risposte,
conviene vivere senza porsi inutili quesiti
solo la realtà sceglierà  cosa avrai.
immagine dal web
Risultati immagini per immagini arrivo

Risveglio




Nel nulla affogo
come se placenta di madre
racchiudesse il mio tutto.
Mi crogiolo in questo silenzio
attutito e immune al mondo.
Ci starei rintanata all’infinito,
Né fame o sete,
né dolori o ansie,
 né partenze o arrivi,
al bando gli affanni e le inutili invidie.
Poi, improvviso, in questo mondo ovattato
qualcosa risveglia il mio torpore.
Voce di bimbo mi chiama
Il cuore pulsa,
sopravvento l’amore riprende sul nulla,
 E’ la vita che chiama.
Oh dolce risveglio!

immagine web 

Risultati immagini per immagini risveglio

Mare




Odo il respiro del mare,
penetra,  come fumo di sigaretta,
da una finestra aperta
e riempie il mio nulla.
Il ritmo delle onde
è respiro,
 accenna sussurri
 al mio orecchio  attento.
“Tutto scorre,
tutto passa.”
mi sciaborda l’onda.
Comprendo…
 l’orma lasciata ha valore
solo se impressa nel cuore.
Di argilla è il nostro mondo,
triste realtà.
Un colpo di spugna
e la vita  fluisce  
dispersa dal vento
simile a granelli  di sabbia
 che scorrono tra le dita.


Saggio filosofico LA FELICITA'



La felicità crea felicità, ne sono assolutamente convinta. Il problema è cos’è la felicità e come la si può concretizzare.
Da sempre si dice che essa “sia l’attimo passato di cui non ci siamo accorti perché impegnati o distratti da altro”. Non sono d’accordo, è troppo aleatoria questa frase,  credo invece che essa sia uno stato psicofisico consapevole e che la si possa raggiungere ascoltando e  comprendendo se stessi. Non è un fatto egoistico anzi, è altruistico perché è indubbio che chi è felice  rende gli altri sereni.
Il primo passo è conoscersi, sapere cosa si vuole, rispettare le proprie passioni per appagarsi. “Conosci te stesso” di socratica memoria è importantissimo. Come possiamo vivere se non sappiamo chi siamo, quel è la nostra reale funzione, il nostro ruolo, se non siamo in grado di  ascoltare il nostro cuore e armonizzarlo con la nostra mente?
Se effettivamente insegnassimo ai nostri giovani ad ascoltarsi, avremmo fatto un enorme passo avanti verso il fine ultimo dell’uomo: l’autorealizzazione.
Mettiamo da parte  cellulari, tablet, note book, computer e facciamo silenzio. Immedesimiamoci su di noi, sul nostro essere uomini in un contesto sociale che troppo spesso ci abbrutisce. Dedichiamoci del tempo prezioso, facciamo un elenco gerarchico di priorità e al primo posto mettiamo noi stessi e i nostri bisogni. Non è un discorso egoistico , ribadisco, se sto bene con me stesso creo serenità e felicità con chi mi sta attorno.
Cosa vogliamo, quali le nostre passioni, cosa desideriamo realizzare? Ecco le domande a cui rispondere. In un secondo momento bisognerà pianificare ,all’interno degli impegni che abbiamo, le azioni per soddisfare le nostre, ripeto nostre, aspettative.
Il coronamento degli obiettivi ci darà la felicità.
Come diceva Ficthe  è  “il cammino per il raggiungimento di un traguardo che è sublime”, e lo è veramente.
Pensiamo agli atleti, quanti sforzi e rinunce per un traguardo agognato! Eppure nel momento del raggiungimento dell’obiettivo tutti i sacrifici vengono dimenticati perché la felicità ha preso il sopravvento!
Ho visto la felicità a  lettere cubitali sul volto di una mia amica disabile che, a discapito delle naturali difficoltà della propria condizione, si è laureata con ottimi voti e adesso si dedica ai ragazzi down.
Il suo esempio è sicuramente un incitamento per  gli altri in un cammino, spesso difficoltoso ma esaudente, di ricerca, di superamento dei limiti per un  traguardo unico e irripetibile che  appaga La felicità non ha età, la trovi inconsapevole nel neonato, per quello stato di beatitudine creato dal soddisfacimento dei bisogni primari. La puoi trovare negli adulti dove assume un volto diverso, più complesso , legato al sentimento di gioia  che nasce sempre dall’ esaudire  un desiderio. Schopenhauer affermava che l’uomo è “un pendolo che oscilla fra la noia e il  dolore”, vorrei tanto cancellare questa definizione e dire che “l’uomo è quell’essere senziente che conquista la felicità solo quando impara a conoscersi profondamente”
La felicità crea gioia,piacere,  godimento, compiacimento, esempi da seguire. La nostra purtroppo, è una società dell’accontentarsi, dell’abbozzare, del subire e la felicità è quasi sconosciuta ai più. Rieduchiamoci alla bellezza, al piacere della vita, alla serenità, educhiamo i nostri giovani a riamarsi, a volersi egoisticamente bene, 
Secondo Argyle (1987), studioso di questa emozione, la felicità è rappresentata da un senso generale di appagamento complessivo che può essere scomposto in termini di appagamento in aree specifiche quali ad esempio il matrimonio, il lavoro, il tempo libero, i rapporti sociali, l'autorealizzazione e la salute.  Ma è anche vero che la felicità è legata al numero e all'intensità delle emozioni positive che la persona sperimenta e, in ultimo, come evento o processo emotivo improvviso e piuttosto intenso, che si realizza nella gioia . Come affermano  D'Urso e Trentin ,in questo caso è definibile come l'emozione che segue il soddisfacimento di un bisogno o la realizzazione di un desiderio e in essa, accanto all'esperienza del piacere, compaiono una certa dose di sorpresa e di attivazione. E queste sono solo alcune definizioni ma, sicuramente chi è felice ha delle emozioni amplificate, sorride più spesso,lo sguardo è luminoso, è più ben disposto verso gli altri e l’altruismo viene incrementato. La società se ne giova, perché l’uomo felice non sente la fatica, non avverte la stanchezza, l’attenzione è focalizzata e concentrata.
Un clima sociale di felicità quindi crea, genera FELICITA’!
Pensate ad una società di uomini felici. Bandito il dolore di vivere, la depressione, la noia, l’invidia, la cattiveria…
Troppo bella una siffatta società, utopistica? Chissà. L’uomo può tanto quando vuole.

giovedì 12 gennaio 2017

Io

Perché non mi abituo alle partenze?
Perché avverto del vuoto una vertigine?
Comincio a sfogliare pagine intonse
cercando di riempirle di ricordi,
di recenti abbracci e parole...
chiudo gli occhi
mi concentro sul silenzio
...e lo colmo di te
figlio mio.


L'immagine può contenere: oceano, nuvola, cielo, acqua, spazio all'aperto e natura

La vita

Scorre il rempo
lo avverti sul  corpo,
lo leggi sul  volto,
lo scopri nel cuore
con gli improvvisi addiii
e  le nuove vite.
Ai rintocchi delle ore
non presti orecchio,
eppure del passato non ti scrolli
e dell'attesa del nuovo
ne senti il peso.
Nuccia